Musica

9 novembre 2011

La musica, come la vita, è il risultato della combinazione di unità elementari. Arte di pensare attraverso i suoni. E, come la vita, metamorfosi. Risultato della capacità di applicare la propria conoscenza in schemi e forme logiche alternative. Con lei, la musica, tutto accade in un istante. Una melodia di sottofondo è un’isola pedonale nel caos del traffico. In ogni momento, qualunque sia il genere musicale prediletto o la sorgente sonora utilizzata, si  ascolta per crearsi un proprio spazio vitale riconoscibile. Perché la musica lava dall’anima la polvere della quotidianità. Succedaneo per rimpiazzare una realtà comunque insoddisfacente, e senza bisogno di nuove parole. Anche se, quando sembra esprimere qualcosa, è soltanto un’illusione. Massima possibilità creativa connessa al livello di conoscenza tecnica di lessico, sintassi e logica del linguaggio, la musica è soltanto un’illusione. Una grande catena che rivela la sua natura a chi è capace di osservarne con attenzione anche solo un anello, un’esperienza che si forma organizzando la molteplicità di dettagli e acquista personalità in relazione a come le diversi componenti si rapportano tra loro. Nei periodi di grande incertezza e volatilità la musica si affolla di composizioni e ritornelli brevi, che si ripetono continuamente, senza variazioni, radicando l’ascoltatore sempre più nel presente. All’opposto, nei periodi di relativa stabilità e saldezza, la musica si infittisce di melodie e variazioni che inducono l’ascoltatore all’attenzione dinamica. Ossia a quell’interazione che conduce a quella tensione trasformativa, che progressivamente allontana dalla percezione del presente per portare verso una dimensione altra, consistente, disponibile e accessibile, dacché le metafore efficaci creano e propongono realtà alternative di cui ci convincono. La musica insomma – la grande musica – indipendentemente dal “genere” che le viene affibbiato, costruisce paesaggi sonori distintivi e originali, immediatamente attivi e immediatamente richiamabili alla (e dalla) memoria. In modo che, improvvisamente, ogni attività mentale dell’ascoltatore si svolge in un registro diverso, più intenso. E se anche la musica nulla esprime, perché è soltanto un illusione, in realtà, anche solo per quello che ascoltiamo, parla di noi: di quello che cerchiamo e abbiamo bisogno. In modo che oggi, tu, di che musica sei?

Una Risposta to “Musica”

  1. [...] (articolo di Luca Garavaglia) [...]

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